Pigmenti Dermatek tipologie

Tipologie di pigmento

Nel mondo del Trucco Permanente e del Microblading uno degli argomenti più controversi è la dicotomia
Pigmenti Inorganici e Pigmenti Organici, e sui rischi legati al loro utilizzo. L’argomento è di importanza rilevante poiché i colori utilizzati costituiscono il cuore della buona riuscita del trattamento stesso, evitando reazioni allergiche o viraggi di qualsiasi tipo.

Il pigmento è la materia prima utilizzata nella produzione di inchiostri per tatuaggi, trucco permanente e
non: sono polveri molto sottili (di categoria micron), quasi o per nulla solubili in acqua, che hanno necessità
di essere dispersi in mezzi “leganti” che li aiutino a fissarsi.
Le materie prime scelte hanno un ruolo fondamentale nella creazione di un buon “colore”, più sono pure
al momento del loro acquisto, più il risultato sarà eccellente. Non a caso esistono varie categorie di prezzo
per ogni tipologia di pigmento.

Pigmenti organici, naturali o sintetici

Quando si parla di pigmenti organici è importante sottolineare la divisione tra naturali e sintetici.
I pigmenti organici naturali sono di provenienza animale o vegetale, ma a differenza di quanto si possa
pensare, il loro utilizzo è da considerarsi meno sicuro proprio a causa della loro origine: le loro componenti
provocano più frequentemente reazioni allergiche.

La loro composizione li rende molto più brillanti, ma meno stabili e duraturi nel tempo. Inoltre le polveri sono molto costose e necessitano di lavorazioni più lunghe, come per esempio l’associazione a degli “agenti leganti”, che modifichino la loro natura insolubile, li renda stabili alla luce e duraturi nel tempo.

I pigmenti organici sintetici, invece, sono composti chimici sintetici, derivanti dalla lavorazione del petrolio:
le molecole vengono assemblate e modificate attraverso un processo chimico industriale e sono
largamente utilizzati nel settore farmaceutico. Il risultato è un prodotto anallergico, in grado di garantire
ottimi risultati per quanto riguarda brillantezza del colore e stabilità.

L’eventuale presenza di idrocarburi policiclici aromatici e di ammine aromatiche, li rendono
particolarmente sensibili nell’utilizzo, ma ad oggi, i processi di lavorazione sono capaci di eliminarli quasi
totalmente.

Pigmenti inorganici o minerali

I pigmenti inorganici, utilizzati fin dall’antichità, si trovano in rocce e minerali, e comprendono nella loro
composizione ossidi (come di ferro e di cromo), sali e silicati. Uno dei metalli pesanti più comuni è il Nikel,
responsabile delle reazioni allergiche più diffuse. Ad oggi questa tipologia di pigmenti ha raggiunto livelli di
purezza tali che rende quasi inesistente il residuo di metalli pesanti, il che si traduce in una probabilità
ridotta di reazioni avverse.

Ad oggi il rischio viene definito solamente “minimizzato”, lasciando questa tipologia di pigmento sotto la lente d’ingrandimento dei più scettici. Negli ultimi anni si è assistita alla nascita di una categoria “ibrida” di pigmento tra l’inorganico e l’organico che sfrutta gli aspetti positivi di ognuno, minimizzando i rischi.
È giusto sottolineare che a livello teorico tutte le tipologie di pigmenti presentano criticità nell’utilizzo, ma il
Resap (2008) e l’attuale Regolamento UE 2020/2081 del 2020 definiscono in modo rigido i limiti massimi
di tutte le componenti “pericolose”, e i relativi controlli a tappeto ne garantiscono l’applicazione, inoltre
le lavorazioni innovative sviluppate negli ultimi anni assicurano delle miscele sicure e stabili.

La considerazione finale più importante è che le rigide leggi, i tantissimi controlli e la quantità di pigmento
utilizzato nel trattamento di Trucco Permanente e di Microblading è talmente irrisoria da rendere qualsiasi
scetticismo superfluo.

Pigmenti Dermatek

La rivoluzione dei pigmenti

In materia di tatuaggi e trucco permanente il quadro legislativo italiano si è espresso solo attraverso delle linee guida contenute nelle Circolari del Ministero della Salute, per l’esecuzione di procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza (Circolare del Ministero della Sanità del 5 febbraio 1998 n. 2.9/156 e Circolare del 16 luglio 1998 n. 2.8/633): un insieme di norme igeniche e precauzioni generali sui rischi di trasmissione di infezioni legate a patogeni, ed effetti tossici delle sostanze utilizzate per i trattamenti.

A livello regionale la situazione è ancor più complicata, registrando spesso un mancato recepimento di queste norme. Alcune regioni hanno emanato, a loro volta, leggi o atti normativi a richiamo delle Circolari del Ministero, altre non si sono mai allineate, generando la mancata tutela del cittadino e dei professionisti.

Il RESAP (2008)

Diversamente l’Unione Europea nel Febbraio 2008 con la Risoluzione ResAP(2008) stila una lista di sostanze vietate nei colori utilizzati, e restrizioni per altri componenti, disciplinando inoltre alcuni aspetti, già valutati nel Regolamento REACH del 2007, quali:

  • Etichettatura e composizione dei prodotti per tatuaggio e trucco permanente (nome ed indirizzo del produttore, data di scadenza, indicazioni d’uso, numero di lotto ed inci);
  • Rischi delle sostanze impiegate nella composizione degli inchiostri;
  • Condizioni igieniche necessarie per la pratica del tatuaggio e del trucco permanente;
  • Obbligo di divulgazione dei rischi che il tatuaggio o il trucco permanente possono provocare sulla salute;

Regole di conservazione dei prodotti utilizzati per garantirne la sterilità. Molte sono state le incongruenze derivate dalla poca chiarezza sugli standard da applicare, in particolar modo la mancanza di limiti oggettivi per le analisi sul contenuto di metalli pesanti e per il contenuto di nickel, generando una maggiore confusione nei professionisti e nei produttori, lasciando spazio ad interpretazioni non chiare ed omogenee delle norme.

Il regolamento UE 2020/2081

Dopo anni di attesa il Regolamento UE 2020/2081 del Dicembre 2020, modifica ufficialmente l’Allegato XVII del Regolamento REACH sulle restrizioni delle sotante utilizzate negli inchiostri per tatuaggi e trucco permanente, in modo chiaro ed inequivocabile. I cambiamenti sono tanti, tra i quali: la messa al bando dei colori Green e Blue, che entro il 4 Gennaio 2023 non potranno essere più utilizzati; un’ulteriore riduzione della concentrazione dei metalli pesanti e di Nikel.

Per le sostanze quali Ammine Aromatiche e le classificate CMR (cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione) è stato delinato un limite pratico e misurabile, così basso da essere pari allo zero, che renderà ufficialmente impossibile il loro utilizzo.

L’impegno di Dermatek

Dermatek, sempre impegnata nel garantire la sicurezza nell’utilizzo dei propri pigmenti per i trattamenti con Dermografo e Microblading, ha lavorato a lungo, ed in anticipo rispetto alle normative recenti, per assicurare una miscela accuratamente selezionata, testata ed acquistata con massima purezza, biocompatibile e di qualità farmaceutica.

Il processo lavorativo di alta tecnologia assicura l’eliminazione di qualsiasi contaminazione, garantendo purezza di prodotto e massimo livello di sterilità.

I pigmenti non contengono alcuna traccia di nikel (nikel free) e le tracce di metalli pesanti sono quasi nulle, ossia prossime allo zero, così come richiesto dall’attuale normativa europea. Non vi è presenza di fragranze, conservanti e ammine aromatiche per evitare possibili allergie. Una particolare attenzione, inoltre, viene posta durante i Corsi di Trucco Permanente nella formazione dei futuri professionisti nel rispetto delle norme vigenti.